Gusto/Il ristorante

La Burrida dello Zenit
Un tris di polpo, boccone e burrida.
22 Marzo 2012 ore 11:37

La Burrida dello Zenit

In poco più di 10 anni, lo Zenit è diventato uno dei più apprezzati ristoranti del Capoluogo.
Alberto Belfiori

L’attività nasce come locanda nel 1922, diventando famosa per l’ottimo minestrone che diede il soprannome al fondatore (Ernesto Piga). Frequentato per lo più da commercianti che raggiungevano Cagliari da Capoterra e Pula ma anche dai cagliaritani che trascorrevano le vacanze estive nell’allora frequentata spiaggia di Giorgino, meta non solo della classe operaia ma anche della “Cagliari bene”, che raggiungevano le loro ville nel litorale. Alla fine degli anni ‘50, vista l’età Ernesto e sua moglie Teresa, decidono di abbandonare la ristorazione per la meno impegnativa attività di rivendita di alimentari. Ernesto, ormai noto “Minestrone” e Teresa, di comune accordo con le figlie Lina, Francesca e Gina, decidono di lasciare tutto alla nipote Antonella e al marito Vincenzo. L’attività commerciale andò avanti fino al ‘90 quando per la seconda volta riffiora l’idea di un risorante. Purtroppo una burocrazia ottusa ostacola l’iniziativa e nel frattempo Vincenzo Belgiorno passa a miglior vita. Così si è atteso il 1998 quando Antonella, grazie ai figli Stella, Massimo e Giuseppe e i risparmi di una vita, iniziano i lavori di restauro. Il ristorante, lo Zenit, apre finalmente al pubblico alla fine del 2000.


La famiglia dedica il ristorante al bisnonno Ernesto e al papà Vincenzo. In poco più di 10 anni, lo Zenit, diventa uno dei più apprezzati ristoranti del Capoluogo. La cucina è semplice e genuina con prodotti eslusivamente locali. Ottimi, per l’autore, gli antipasti, gli spaghetti ai gamberi e gli arrosti. La cantina è fornita, con etichette anche di ottimo livello. L’autore consiglia il Brut Montenisa Franciacorta, anche Satin.

Burrida - Ingredienti per 4 persone
Gattuccio, 1 chilo; olio extra vergine d’oliva Dop Iolao, 3 cucchiai; aglio, 3 spicchi; prezzemolo, 1 ciuffo; noci, g 200; aceto bianco ml 250; vino bianco Vermentino Doc Is Argiolas ml 50.
Preparazione
Dopo aver pulito e lavato il gattuccio di mare, togliere il fegato e sbollentarlo in un tegame a parte. Spellare il gattuccio, tagliarlo a tocchetti e lessare in acqua salata per un quarto d'ora circa. Scaldare in un tegame a parte 3 cucchiai d'olio, aggiungere gli spicchi d'aglio e il fegato sbollentato precedentemente. Unire infine il trito di noci facendo cuocere a fuoco lento e mescolando finché il preparato sarà completamente amalgamato. Versare quindi l'aceto e sobbollire ancora fin tanto che la salsa diventerà più consistente. In una terrina sistemare a strati i pezzi di gattuccio e ricoprire ogni strato con la salsa appena tolta dal fuoco. Coprire e lasciare riposare almeno 24 ore prima di servire.

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