Mondo Pesca/Surfcasting

Spigole da Master Fisher
10 Gennaio 2022 ore 07:00

Spigole da Master Fisher

Una notte da lupi ha premiato il branco de Gli Amici e il Mare, habitué della bellissima gara organizzata dai Coxinas di Villacidro. E la lunga notte ha assecondato chi ha saputo scegliere, sparsi nei quattro angoli della Sardegna, gli spot giusti.
Federico Melis

Sabato 27 novembre 50 squadre arrivate da tutta la Sardegna si sono contese la settima edizione del Master Fisher. La manifestazione è stata organizzata in modo esemplare dai ragazzi del Coxinas Villacidro, un gruppo di cazzoni che però, al momento giusto, sanno fare le cose sul serio e il risultato è stato davvero notevole. Marco Machis, alla prima edizione da presidente, ha lasciato a casa l’attrezzatura da pesca e vestito giacca e cravatta (non esageriamo), ricoprendo il ruolo di padrone di casa con precisione e simpatia. Molti coxineros hanno preferito spendersi per i partecipanti, rinunciando ad affrontare il mare in una notte che sembrava scritta per questo tipo di gare. Infatti, tutto novembre è stato davvero piovoso, ma il grande freddo è arrivato solo nell’ultima settimana, accompagnato da pressione a tre cifre (995 mbar) e neve sulle montagne. Una settimana con ponente costante ha visto una prima rotazione del vento, sempre teso ma da libeccio che, proprio il sabato della gara, ha avuto un’ulteriore rotazione a maestrale. Il regolamento permetteva di scegliere tra tutte le spiagge della Sardegna. Generalmente questa possibilità è sfruttata solo in parte dai partecipanti che tendenzialmente si addensano su un unico settore dell’isola. Ma questa volta, esclusa la costa ovest da Gonnesa ad Alghero, troppo esposta e impraticabile, tutta la Sardegna è stata invasa dal popolo del Master Fisher. E allora percorriamo l’intera costa sarda, seguendo le gesta degli impavidi box che nel primo pomeriggio hanno abbandonato gli agi de La Foresteria, a Villacidro, per affrontare le intemperie di un’intera notte di pesca.  

A est tante catture
Partiamo dall’estremo nord. Andrea Piras e Fabrizio Caddeo (Coxinas) si sono spinti sino a Vignola, trovando, oltre al classico pesce “bianco”, gronghi e murene, prede simbolo del surfcasting, valorizzate dal regolamento che permetteva di portare al peso più anguilliformi, uno per ogni “colore”. A proposito di regolamento, la scelta di maggiorare alcune misure minime, limitare a uno il numero di serra da portare alla bilancia e la già citata valorizzazione di gronghi e murene (finalmente non equiparati), rende questa gara a campo libero perfetta per vedere in azione diversi stili di pesca, tutti efficaci. Tornando al nostro tour, se decidi di partire da Sassari, direzione Villacidro, fare una breve sosta per il sorteggio, ripartire verso Olbia, pescare tutta la notte, tornare a Villacidro in tempo per pesatura e premiazione e ripartire verso casa (sempre col sorriso…), o sei un pazzo o conosci le regole del surfcasting. Manuel Chessa e Luciano Vigliani (Larus Sassari), sorteggiati con Antonio Brau e Paolo Carta (Oltremare Nuoro) si sono spinti sino a Olbia, alla spiaggia del Lido del Sole. Tanti chilometri ripagati da 38 prede valide, 5584 punti totali e la nostra immensa stima. Scendiamo lungo la costa est, sino a Orosei. Qui Gianluca Chessa e Salvatore Mele (Oltremare), in coppia con Matteo Puppa e Marco Melis (Amici e il Mare), hanno scelto la spiaggia di Santa Maria, già battuta nei giorni precedenti. Ad accoglierli, tante, tantissime occhiate, ma molte, purtroppo per loro, fuori misura. Tutti e quattro hanno pescato senza sosta per tutta la notte e, alla pesatura, la forte coppia nuorese ha portato un ricco bottino di 47 prede valide e 5668 punti totali. Vi va di seguirmi sino ad Arbatax? Mario Ruggiu e Mauro Schiavoni (Hcc) si sono subito diretti alla spiaggia della Capannina. La scelta ha premiato. Una notte intera a seguire i passaggi delle mormore che cambiavano linea di passo, a volte più vicine a riva, a volte molto lontane. In tutto 6400 punti, divisi in 44 prede che li hanno impegnati sino all’alba. Mario e Mauro non hanno avuto difficoltà meteorologiche particolari, con una sola “passata” d’acqua intorno alle 22, seguita da una notte placida, stellata, fredda e ricca di catture. La tempesta che imperversava ad ovest non ha interessato la costa orientale. Ma la troppa calma per molti è stata un handicap. Stefano Ghiani e Luigi Mereu (Aquile di Mare) sono stati convinti da Andrea Alba e Valerio Polito (Coxinas) a battere la spiaggia di Feraxi che però ha ripagato tanti sforzi solo con un serra che il bravo Stefano è stato in grado di strappare da uno spot, per quella notte veramente sterile.

“È stato premiato chi ha lottato, con pazienza, sfidando un mare a tratti davvero difficile da interpretare, con le alghe a fare da sentinella!”.

Ma la gloria è altrove
Via, scappiamo di qui, troppa calma! E allora, spostiamoci a ovest e abbracciamo con gioia la burrasca. Andrea e Mario Muntoni (Aquile), con Luca Putzolu e Raffaele Munzittu (Coxinas) hanno deciso di sfruttare l’imponente mareggiata sulla costa di Pula. Lo spot di Campana, a Chia, li ha “ospitati” con acqua che si rovesciava sui 4 eroici pescatori, dall’alto sotto forma di acquazzoni e dal basso con onde imponenti e alcune “anomale” che hanno raggiunto gli ombrelloni. Raffaele ha innescato subito un mugginetto vivo. L’esca è rimasta intatta il tempo di un battito di ciglia: un serra l’ha dilaniata senza rimanere allamato. Allora Raffaele ha innescato, su cavetto d’acciaio, un muggine ormai inservibile per la pesca col vivo. Due minuti dopo il bravo portacolori del Coxinas sollevava un serra di 1478 grammi. Poco dopo Andrea Muntoni ha risposto con un serra più grosso, appena sotto i due chili. Ma gli sforzi di un’intera notte sono stati ripagati solo da un’altra orata. Anche loro meritano tutto il nostro rispetto. E adesso spostiamoci verso nord, superando in un balzo l’intera costa ovest, flagellata dall’intensa mareggiata. A Platamona troviamo Diego Pilloni e Danilo Atzei (Aquile), in coppia con Angelo Pittau e Antonino Sechi del Coxinas. I quattro hanno dovuto spostarsi più volte prima di trovare uno spot che gli permettesse di pescare. Ma, intorno alle 22, Diego rompe il silenzio radio che aveva regnato su tutti i social con la foto, sfuocata e appannata, di un piede affianco a una spigola lunga il doppio. Una cattura di oltre 3 chili, segno che chi osa viene premiato. Angelo e Antonio non stanno a guardare, rispondendo con un’altra spigola, più piccola ma comunque meritevole di essere festeggiata, visti gli sforzi profusi dai pescatori.

Tra le alghe di Badesi
Il nostro giro di Sardegna in una notte volge quasi al termine. Manca poco, manca l’essenziale! Alessandro Curreli e Josué Floris hanno già piantato la bandiera de Gli Amici e il Mare su questo trofeo, nella prima storica edizione. I due quartesi ci tengono quindi a ben figurare e dare maggior lustro al Master Fisher. In più, i bollettini meteo li hanno convinti che questa può essere la loro notte. Raggiungono Badesi insieme ad Alessio Medda e Andrea Olla del Coxinas. Qui vengono accolti dal peggior comitato di benvenuto possibile, le alghe. Ma questa è la loro gara; si spostano, raggiungono la seconda spiaggia, sempre nel comprensorio di Badesi, dove vengono presi a schiaffoni da vento laterale, corrente e alghe a mazzi. È finita, ormai è buio pesto, difficile scegliere un’altro spot in queste condizioni e le spiagge più vicine distano decine di chilometri. “Potrebbe andar peggio, potrebbe piovere!”. Ed ecco che arriva un temporale con fulmini che scaricano tanta energia in acqua. Ma i 4 pescatori non mollano. Raggiungono Marina di Sorso dove però Alessio e Andrea alzano bandiera bianca e si abbandonano al sonno. Rimangono soli, Alessandro e Josué; soli ad affrontare un mare che però si presenta perfetto. In riva l’acqua appare abbastanza pulita e le onde disegnano un frangente che nel buio della notte pare a non più di 40 metri. Ma la corrente è ancora troppo forte per permettere di usare come esca il vivo. Sono ormai passate le 3 del mattino quando finalmente una zavorra da 150 grammi sembra tenere la presa sul fondo sabbioso; è tempo di saggiare la bontà delle esche. Il cannolicchio è il primo a ripagare gli sforzi con una spigola di 3 chili che Alessandro solleva al cielo. La cattura restituisce nuova forza ai due lupi solitari. Poi Josué vede con la coda dell’occhio una sua canna piegarsi all’inverosimile. “Bah, dev’essere un serra” pensa tra se, sconsolato, aspettando che la punta si raddrizzi e la lenza tagliata vada in bando. Ma la canna resta piegata, la lenza non si taglia, vuoi vedere che non è un serra? Inizia un recupero che da subito fa intuire si tratti di spigola. La grossa preda resiste sino a riva. Oltre 6 chili di soddisfazione! E poi ancora due “sorelle minori”, più piccole ma fondamentali per la classifica; e un’orata appena sotto il chilo a fare da splendida cornice a una pescata sontuosa, con ben 11602 punti finali. Lo scossone che aspettavamo è arrivato.

È vero, di questi tempi c’è tanta voglia di fare casino, ma difficilmente si era vista una premiazione così chiassosa. Ogni premio è stato accolto con un’ovazione. Tor- cida a Villacidro.

Ecco, abbiamo finito, adesso il cerchio è chiuso. C’è giusto il tempo di raggiungere il raduno, assistere alla pesatura strabiliante con oltre 90 chili di pesce e godere della festa che i ragazzi del Coxinas riservano a tutti i premiati. Ogni pescatore è accolto con applausi e urla, perché la classifica è stata scritta con la fatica e tutti vanno festeggiati a dovere. I cazzoni de Gli Amici e il Mare, quasi a stabilire una sorta di gemellaggio tra cazzoni (che li spinge ogni anno a partecipare al Master Fisher), questa volta si portano a casa anche il premio per la miglior società. La premiazione, destinata ai migliori dieci box, evidenzia quanto il Coxinas sia riuscito a coinvolgere Villacidro, con tanti sponsor del luogo e del circondario. Tanta partecipazione sommerge i 6 fortunati che salgono sul podio. Siamo ai titoli di coda. Chi ha assistito a tutto questo, una volta in macchina, sul cammino del ritorno, si ritrova a pensare quanto sarebbe bello partecipare al Master Fisher, magari il prossimo anno e… speriamo che piova.

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