Mondo Pesca/Traina

The-O' Offshore
10 Ottobre 2020 ore 07:00

The-O' Offshore

Il successo di questo evento sancisce la leadership mediterranea di Porto Rotondo nella pesca in traina d’altura all’aguglia imperiale. Posizione raggiunta grazie all’impegno costante e al lavoro di anni della Fishing division dello Yacht club Porto
Sandro Onofaro

Le attività dello Yacht Club Porto Rotondo guidato da Roberto Azzi, e in particolare quelle della Fishing division, hanno subito, in questo tormentato 2020, alcune limitazioni, fortunatamente, in parte, recuperate con l’originale e inedita manifestazione di fine agosto battezzata The-O’ Offshore classic edition: una sintesi di tre eventi con obiettivo finale l’alalunga e l’aguglia imperiale. Grazie alla promozione di Sandro Onofaro col circu-ito The-O’, Porto Rotondo ha consolidato la leadership tra le località più famose del Mediterraneo, imponendosi quale miglior “strike-spot” per il rostrato, suscitando l’attenzione di un numero sempre crescente di armatori appassionati di pesca d’altura, e del grande pubblico, ma non solo. Infatti, in occasione di questo speciale evento, che chiude la tormentata stagione agonistica 2020, si è ufficializzata un’importante partnership tecnica tra Fpt, brand motoristico del colosso Cnh industrial e la Fishing division dello Yacht club Porto Rotondo. Una sinergia che fa ben sperare per la prossima stagione agonistica e che, in un‘ottica di sensibilità ambientale, da una parte vede la promozione del territorio e le attività d’elite, quale la traina d’altura all’aguglia imperiale, dall’altra una felice occasione per avvicinare il brand Fpt ai propri clienti.

"La mattina seguente, di buon ora, 50 membri dei vari equipaggi rumoreggiano nel molo di levante e rifiniscono le attrezzature grazie anche a Marco Turchi di Boat and Fishing, sempre presente e disponibile per qualunque fornitura nautica e di pesca."

La manifestazione
Ufficialmente le 14 imbarcazioni iscritte alla gara sono arrivate in porto il 20 luglio, per il briefing, ma gran parte erano ormeggiate già da tempo, un po’ perché abituali ospiti della marina di Porto Rotondo, un po’ perché l’esteso campo gara merita una ricognizione preventiva. La mattina seguente, di buon ora, 50 membri dei vari equipaggi rumoreggiano nel molo di levante e rifiniscono le attrezzature grazie anche a Marco Turchi di Boat and Fishing, sempre presente e disponibile per qualunque fornitura nautica e di pesca. Secondo copione la partenza avviene dal raduno poco fuori dal porto e al via le barche si allontanano a tutta velocità verso il campo gara a circa 35 M, su un fondale di 500-1500 metri, a oriente di Tavolara, area nota per la forte presenza di alalunghe. Aldilà dei numerosi strike, il succo della giornata si condensa nel successivo e piccolo e più vicino campo gara. Tutte le barche a vista che filano le esche l’una affianco all’altra in uno spazio di 8x3 M: uno spettacolo emozionante, magnificato dai tanti strike condivisi tra tutti gli equipaggi. Al rientro, fatti i calcoli per stilare la classifica, che vede Velociraptor davanti a tutti, segue l’asta del pescato, in gran parte alalunghe, per l’acquisto dei costosi tag satellitari, indispensabili per il monitoraggio dell’aguglia imperiale, nell’ambito del progetto scientifico di Sea life care international e Igfa. La seconda giornata si svolge in un campo gara abbastanza vicino, solo 11 M, su batimetriche tra 90 e 450 m. Tutto procede secondo copione. Onofaro ha centrato l’obiettivo. Le aguglie si susseguono con ritmo impressionante, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e la possibile classifica si modifica di continuo. La barca giuria, fuori concorso, con a bordo Massimo Brogna, trustee Igfa e papà tricolore dei progetti scientifici a favore del belone, allama 3 aguglie e su due riesce a fissare un tag convenzionale. L’adrenalina è alle stelle. I concorrenti, stanchi ma eccitatissimi, chiedono un’altra ora di gara e la otten-gono. La sera, Velociraptor, per il rilascio di 4 aguglie, si conferma in vetta alla classifica e grazie alle performance del 2020, Alberto Amico guadagna anche il titolo di “Pescatore dell’anno”. Si chiude, con la cena e un’asta organizzata con omaggi di vari sostenitori, sempre in favore della ricerca. Per concludere -dice Sandro Onofaro- è stato un successo.  Il merito va condiviso con lo Yacht club Porto Rotondo, Tenute Ulisse, l’agenzia We are live e la Marina di Porto Rotondo, la quale, nonostante il pienone in porto, è riuscita a mantenere alto il livello di assistenza; infine Fpt, il nuovo partner col quale speriamo di creare stimoli sempre più efficaci per una pesca ancora più sportiva.

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