Mondo Pesca/Spinning

Tecniche e Trecciati
15 Novembre 2019 ore 07:00

Tecniche e Trecciati

In questo articolo, che costituisce la continuazione del precedente, l’autore analizza le tecniche di pesca, stavolta da terra, in cui l’uso del trecciato è da considerarsi imprescindibile.
Giovanni Bianchini

Il trecciato, ossia il filo da pesca in  polietilene (Pe) o Dyneema, tanto per citare i materiali più impiegati, è composto da più fili intrecciati tra loro e rappresenta per la pesca una vera e propria rivoluzione. Il trecciato infatti ha abbattuto il diametro del filo, rispetto al nylon, aumentando al contempo il carico di rottura. Nella pesca dalla riva ha consentito di aumentare notevolmente le gittate, per cui spinning ed eging risultano, col surfcasting, le tecniche più interessate al suo impiego.

Spinning
In questa tecnica la distanza di lancio è tutto. Tante volte anche solo due metri in più possono fare la differenza tra una giornata da ricordare e un cappotto. Per questo motivo nello spinning è fortemente consigliato l’utilizzo di un ottimo 8 fili, morbido anche nei diametri maggiori, il massimo in fatto di performance per il minimo attrito del filo sugli anelli e in aria, con una conseguente maggior gittata. Per quanto riguarda la durata del filo, le nostre cure e attenzioni e la qualità dei marchi più affidabili, possono allungare la vita del trecciato anche a un paio d’anni, così che la spesa iniziale risulti un investimento a lungo termine.

Light spinning & eging
Queste due tecniche hanno davvero tanti punti in comune e impiegano, generalmente, lo stesso diametro di multifibre. Lo spessore varia, quasi sem- pre, tra lo 0,12 e 0,08. Per i diametri superiori allo 0,10 è consigliabile un 8 capi mentre dallo 0,10 (incluso) allo 0,08 è preferibile utilizzare un ottimo 4 capi. Il motivo di questa differenza è presto detto. A light spinning, ancora di più che nello spinning classico, la parrucca è sempre dietro l’angolo, vista l’esigua massa degli artificiali utilizzati (alcuni pesano davvero pochi grammi) per cui è necessario porre in essere delle piccole accortezze al fine di evitare di produrre la tanto odiata matassa. Con diametri molto sottili (0,08-0,10), è preferibile optare per il 4 capi perché la sua conformazione lo rende leggermente più rigido rispetto ad un 8 capi. Il diametro sottile verrà bilanciato da una maggiore rigidezza di un buon 4x. Invece qualora si decidesse di optare per un diametro maggiore (0,12) sarà preferibile orientarsi su un 8 capi che proprio per la sua conformazione risulta essere leggermente più morbido rispetto al 4 capi. Il diametro maggiore viene bilanciato dalla morbidezza di un buon 8x.

Bobina
Per caricare il mulinello in modo che la bobina non risulti troppo piena o troppo vuota esiste un metodo empirico e abbastanza semplice da mettere in pratica. Per questa operazione ci servirà una bobina di ricambio della stessa marca e del medesimo modello del mulinello stesso. Monteremo la bobina di ricambio sul mulinello e inizieremo a imbobinare il trecciato, quando avremo imbobinato tutto il filo, prenderemo una bobina di nylon di bassa qualità per creare un “fondo” nella bobina. A quel punto collegheremo il trecciato al nylon tramite un nodo di buona tenuta e continueremo a imbobinare finché non raggiungeremo la tangente della parte più interna del labbro superiore svasato (riferimento AR-C Spool Shimano). Mai raggiungere l’orlo della bobina pena imparruccamenti assicurati. Una volta effettuata quest’operazione sviteremo la bobina e inseriremo l’originale sull’alberino del mulinello avvolgendo dal capo libero del nylon. Arrivati alla fine vedremo come la bobina sarà perfettamente riempita, nè troppo piena, nè troppo vuota.  

 

Manutenzione
Il trecciato, anche quello migliore del mondo, col tempo tende a usurarsi, perdendo la colorazione iniziale e sfibrandosi, creando i famosi “pelucchi” che possono però essere molto pericolosi nell’occasione in cui dovesse abboccare la preda della vita. Ecco quindi che bisognerà cercare di mantenere il trecciato al meglio cercando, per quanto possibile, di allungargli la vita. Il trecciato tende a usurarsi maggiormente in quelle tecniche in cui il lancio risulta fondamentale e con diametri ridotti. Più il diametro è ridotto meno tempo impiegherà il trecciato a usurarsi. Tecniche quali lo spinning e l’eging sono particolarmente stressanti, non solo per il mulinello, ma anche per il trecciato stesso. Il continuo “lancia e recupera”, infatti, tende, col tempo, a sfibrare il trecciato. Questa operazione può essere addirittura accelerata dalla cristallizazione salina dovuta a una non corretta manutenzione del trecciato stesso. Oltre alla classica sciacquata sotto l’acqua corrente e la successiva asciugatura dopo ogni battuta di pesca v’è un altro metodo di manutenzione, per così dire… ordinaria, che deve essere effettuato ogni 5 uscite di pesca circa (anche se dipende molto dalla frequenza con la quale si va a pesca). L’operazione consiste nello sbobinare il trecciato completamente e riporlo in una bobina, questa andrà successivamente immersa in una bacinella di acqua tiepida per una notte circa. Questo darà modo all’acqua dolce di penetrare bene e rimuovere anche la più piccola incro- stazione salina. Una volta rimossa la bobina dalla bacinella lasceremo asciugare per bene il trecciato, dopo di che lo andremo nuovamente a imbobinare sul mulinello. Questo sistema è molto efficace e consentirà di mantenere efficiente il nostro prezioso trecciato più a lungo. Una manutenzione “straordinaria” è invece necessaria, più o meno una volta ogni 2 mesi. Questa consiste nell’utilizzare uno spray al silicone specifico per la pesca e spruzzarlo non solo sugli anelli della canna e sul guidafilo del mulinello ma anche sul trecciato stesso. Lo spray al silicone, infatti, non solo impermeabilizza anelli, guidafilo e trecciato, ma evita la deposizione di sale allungando la vita delle nostre attrezzature. Ciò, unito all’immersione totale della bobina col trecciato, costituisce il miglior metodo per mantenere al meglio le nostre attrezzature nel tempo.

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