Mondo Pesca/Canna da riva

Gli Europei di Porto Torres
14 Agosto 2019 ore 07:00

Gli Europei di Porto Torres

L’agonismo che conta sbarca in Sardegna e una task force di società locali si prodiga per un evento che in molti ricorderanno, per un campo di gara unico, un’ospitalità eccelsa e una prova dei nostri campioni davvero impareggiabile.
Alberto Belfiori

Dopo tanti anni, Portotorres si risveglia. E lo fa nel migliore dei modi: aprendo per una competizione europea i suoi spazi più reconditi e inaccessibili. Il riferimento alla canna da riva, al Campionato europeo e al molo frangiflutti di ponente, altrimenti diga foranea, è inevitabile. In un passato non proprio recente, infatti, il molo in questione è stato più volte utilizzato per appuntamenti anche di minor importanza ma la cui risonanza per la ricchezza delle acque, non è mai stata seconda a nessuno. E quindi tante sono state le aspettative, da parte degli atleti ma anche della Fipsas che grazie ad una task force di volenterose società ha organizzato a metà giugno, questo importante appuntamento. Tutto ha inizio, il 18, in centro, con la sfilata dei team fino alla piazza, inni e banda e presentazioni e discorsi. Autorità in prima fila, sia locali che internazionali. Fra tutti ricordiamo il sindaco di Porto Torres Sean Wheeler, per la modernità delle sue parole, attente all’ambiente ma anche inclusive verso le attività sociali, ricreative e sportive. Poi è la volta della gara. Prima si svolge una manche di prova, ricchissima e bene augurante, nonostante il freno a mano tirato degli atleti azzurri. Poi si fa sul serio. L’accesso al campo gara è contingentato e controllato dalla sicurezza dell’Enel. Ma gli uomini dell’Aps Maestrale Portotorres, Fishing club Sassari e Poseidon club Alghero, sono una forza ben coordinata, capace di disporre con ordine nella banchina alti fondali, le compagini di Portogallo, Spagna, Francia, Malta e Italia, in tutto 10 squadre. Dopo 4 ore di gara a caccia di saraghi, l’Italia segna un primo posto col team A, seguita da due forze del Portogallo, Spagna e Italia B. In cima all’individuale si legge il nome di Andre Carlos, portoghese, seguito da Francesco Mungai e Andrea Moscetti, entrambi azzurri del team A. Bella gara, tanti pesci e un’Italia ben disposta. Il pomeriggio si fa rientro all’hotel Libyssonis, location da segnalare per cortesia e qualità del servizio. La seconda manche si apre sulla stesso copione del giorno precedente con l’incognita del tempo, appena meno ventilato. E forse per questo il pescato risulta un po’ inferiore alle attese. Ma la “guera e guera” e i campioni si vedono nella difficoltà. E così è stato. Dopo le ultime 4 ore di gara, l’Italia è ancora al vertice col team B, questa volta, ma col team A al seguito. La pesatura avviene sul posto. Le nasse appositamente sistemate in acqua raccolgono il pescato che rimane vitale e dopo una veloce ma precisa stima sul peso, viene rimesso immediatamente in libertà. C’è da dire che questa tecnica di pesca un tempo diffusissima, anche qui in Sardegna, con tanto di personaggi di gran livello agonistico, soffre per la mancanza di spazi disponibili. Le aree elettive sono quelle portuali, purtroppo fino a qualche anno fa abbiamo registrato, una certa insofferenza nelle istituzioni che si è tradotta in insensati divieti e un calo vertiginoso di attività soprattutto sportiva, un po’ meno ricreativa. Qui a Portotorres, grazie alla ricca e variegata fauna marina abbiamo apprezzato le qualità sportive dei migliori atleti d’Europa, impegnati con fili sottilissimi (mm 0,12) e ami altrettanto minuscoli, con prede combattive e impor- tanti come grosse tanute e ancor più grossi balestra. Il tutto con le esche fornite in egual misura per tutti dall’organizzazione, cozze, gambero e salta- rello, accompagnati da abbondanti sfarinati per la pastura. Il livello europeo ha introdotto un nuovo modo di fare la classifica che addirittura mette in discussione, non senza una logica, il valore del primo di settore, ma avremo modo di  riprendere il discorso. Adesso ono re ai vincitori, così celebrati al Libyssonis, con grande soddisfazione degli atleti italiani “pigliatutto”, dei capitani Redamo Ravaioli e Massimiliano Miceli e dei dirigenti federali Maurizio Natucci, Stefano Sarti e Luigi Russo. Presente, quale presidente Fips-mer, Alberto Marchi, tuttora capitano della nazionale di canna da natante che ha vinto di più nella storia della Fipsas. Per concludere, un plauso al gruppo sardo che ha sperimentato con successo l’associazione temporanea sportiva, vale il deus ex machina, presi- dente provinciale Fipsas Sassari, Ferdinando Solinas e i soci guidati da Gigi Fiorentino (Aps Maestrale Portotorres), Alessandro Nughes (Poseidon 1984 Alghero) e Carlo Mura (Fishing club Sassari/Muros).

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