Mondo Pesca/Acque interne

A Galla - Estate in Superficie
6 Agosto 2018 ore 09:45

A Galla - Estate in Superficie

Quando le temperature si fanno elevate e i pesci sono in piena attività, ci si può divertire con una tecnica tutt’altro che passiva. La pesca con la roubaisienne a galla fa della velocità il suo punto di forza.
Luciano Angius

Siamo in un periodo dell’anno nel quale pescare con la roubaisienne diventa divertente e redditizio. Le belle giornate accompagnate da temperature gradevoli spingono i pesci a muoversi nei vari strati di acqua fino ad arrivare anche in superficie e anche nei posti dove non lo fanno naturalmente, possiamo provvedere noi a farceli salire. Gli ambienti ideali per la pesca con la roubaisienne a galla sono senza ombra di dubbio le acque ferme dei laghetti, siano essi cave naturali o artificiali, ma anche nei tratti di fiume che si aprono improvvisamente andando a formare delle lanche con acqua ferma e corrente pressoché assente. È un tipo di pesca che si può fare anche a corta distanza ma che sprigiona tutto il suo fascino a 13 metri, anche se a fine giornata i dolori su schiena e braccia si faranno sicuramente sentire. Con questo tipo di tecnica, nei nostri spot isolani, tendiamo ad insidiare principalmente carpe con l’eccezione per qualche carassio, dove presente.

Attrezzatura e montature
Direi che possiamo tranquillamente lasciare a casa le canne troppo delicate, quelle da bianco per capirci. Quindi via libera ai modelli carpa ma se abbiamo un minimo di praticità con le lunghe francesi a innesti, utilizzando una canna allround riusciamo ad avere un attrezzo discretamente robusto e non troppo pesante che ci farà sicuramente risparmiare un po’ di fatica. I galleggianti devono essere scelti anch’essi tenendo conto della robustezza. Quindi meglio se a filo passante. Ultimamente mi sto trovando benissimo con i modelli trasparenti, tipo crystal; sono robusti, piccoli, con una discreta portata e soprattutto invisibili ai pesci. Le montature sono veramente semplici. Infatti il galleggiante viene tarato a seconda della sua portata da un bulk secco o addirittura da un pallino solo. Sono da valutare, a seconda delle dimensioni dei pesci che sono presenti nel posto dove intendiamo pescare, i diametri dei fili e le dimensioni degli ami. Gli elastici cavi sarebbero da preferire perché durante le prime fasi di cattura, appena dopo la ferrata, il pesce ha la possibilità di guadagnare qualche metro allontanandosi dalla zona pasturata. In questo modo si evita di allarmare gli altri pesci. I metri persi in partenza si possono recuperare se utilizziamo un kit con foro latrale per regolare manualmente sia la tensione dell’elastico che i metri dell’elastico stesso fuoriusciti in surplus dalla punta.
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