Mondo Pesca/Surfcasting

Serra Sempre Più Lontani
3 Luglio 2018 ore 09:24

Serra Sempre Più Lontani

Utilizzando grosse esche, risulta complicato fare distanza in fase di lancio. Ma sempre più spesso i serra nuotano lontano da riva. Per fortuna ci vengono in soccorso soluzioni ingegnose.
Federico Melis

La pesca al serra entra nel vivo! È l'estate la stagione migliore per pescare i serra dalla spiaggia. Mare calmo e alta pressione sono le condizioni che rendono favorevole questo tipo di pesca. Non che i serra siano assenti d'inverno... la loro presenza ormai è stabile nelle nostre coste tutto l'anno ma d'estate gli strike sono molto più probabili, specie di notte. Ed allora, forse un breve ripasso delle regole base non fa male. Il pesce serra è un formidabile predatore, noto per la dentatura affilatissima in grado di tagliare di netto anche un buon 0,60 in nylon. Per ovviare a questa difficoltà si utilizza, per la preparazione della paratura, un cavetto d'acciaio. In commercio sono disponibili svariati tipi di cavetti, in forge e libbraggi differenti. È molto utile quello termosaldante che si chiude in un attimo con la fiamma di un accendino. La paratura, sempre con un solo bracciolo finale, può essere fissa o scorrevole. Personalmente preferisco la seconda che asseconda meglio le furibonde fughe iniziali del predatore salterino (pomatomus saltatrix appunto). Come inganno si utilizza un boccone dall'aspetto succulento e grasso; la classica esca è il trancio di muggine. Si sfiletta un grosso muggine (non c'è bisogno che sia freschissimo...) e si prepara un “salsicciotto” che contenga la paratura in cavetto d'acciaio. Uno, due o tre ami, la scelta è vostra, anche in base alle dimensioni del trancio. Si aggiunge una striscia di polistirolo per rendere il boccone galleggiante e si chiude con del filo elastico. Pronti al lancio? Se vogliamo “sparare” il boccone lontano da riva, ci troviamo di fronte a due problemi: il boccone è voluminoso e pesante; il lungo bracciolo finale, una volta in aria, inizierà a sbandierare in tutte le direzioni, opponendosi alla traiettoria naturale del piombo. In fisica ti insegnano che il moto di un proiettile è parabolico; ma qui è come se al proiettile fosse rimasto attaccato un pezzo del cannone. Ai due, si aggiunge un terzo problema.
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