Mondo Pesca/Navigazione

Sicurezza in Coperta
7 Maggio 2018 ore 09:29

Sicurezza in Coperta

Quando si va in barca, bisogna dare la massima importanza alla sicurezza. E questo vale soprattutto per le navigazioni lunghe ed impegnativela e quando si ospitano bambini a bordo. Vediamo come comportarci in coperta.
Marco Sassu

In barca, il problema della sicurezza deve essere affrontato con la dovuta attenzione, soprattutto quando l’equipaggio non è particolarmente esperto e allenato ad affrontare navigazioni impegnative o quando si ospitano a bordo bambini. In queste condizioni sarà bene tenere sotto controllo quelle parti dell’imbarcazione che, più di altre, nascondono alcune insidie e possono originare situazioni di pericolo. Dando per scontato che l’attrezzatura e le dotazioni siano state preventivamente controllate e verificate nella loro completa integrità, vediamo il comportamento da adottare nelle diverse situazioni della normale vita di bordo e diamo particolare attenzione ai seguenti punti.


In coperta
La coperta è la parte più frequentata da tutto l’equipaggio, soprattutto durante le navigazioni estive, e, per questo motivo, deve essere considerata il luogo in cui possono verificarsi molte situazioni di pericolo. Spesso, contravvenendo alle più elementari norme di sicurezza, si sta in coperta a piedi nudi (che non è certo indicativo per individuare un buon marinaio), camminando magari su un ponte reso sdrucciolevole dagli oli abbronzanti di chi si è sdraiato a prendere la tintarella. La numerosa ferramenta presente in coperta non è costruita per ridurre il danno da impatto con il vostro corpo e può causare importanti ferite alle parti più esposte, che, purtroppo, sono anche le più dolorose, come ad esempio le dita dei piedi. È buona norma quindi calzare sempre le scarpe, anche se, a lungo andare, si rischia d’avere un’abbronzatura poco uniforme e, se si ha l’abitudine di prendere il sole sdraiati sul ponte, facciamolo su un materassino o un asciugamano, eviteremo in questo modo di rendere la coperta scivolosa come una saponetta.

Manovre e life-line
Anche la manovra dell’ancora è una operazione delicata, che deve essere eseguita sempre con i piedi e le mani protetti da calzature e guanti. In caso di mare mosso e onda formata diviene indispensabile imporre l’uso della cintura di sicurezza, del salvagente e predisporre un’efficace life-line (il termine italiano è “passerino”, ma noi preferiamo il termine inglese perché ci fa sembrare più marinai...). A questa dobbiamo assicurare il moschettone della cintura di sicurezza. Impariamo ad indossarla correttamente e imponiamone l’utilizzo a coloro che dovranno muoversi lungo la coperta. La life-line dovrebbe essere distesa in modo da permettere di incocciarvi il moschettone della cintura di sicurezza una volta lasciata la presa del tientibene situato sulla tuga e continuare fino al pulpito di prua, tenendo conto che draglie e candelieri, generalmente, non sono molto robuste e difficilmente reggono il peso di un uomo che vi finisce contro con violenza.

Intorno all'albero
Altri punti particolarmente pericolosi nelle barche a vela sono quelli costituiti dalla parte a pruavia dell’albero, nella quale scorrono e sbattono, nelle manovre di virata, le bugne dei fiocchi e gli eventuali moschettoni, ai quali sono assicurate le scotte e quelle di poppa interessate dal movimento dei boma. Talvolta si sta in piedi o, comunque, nel raggio d’azione del boma, correndo il rischio grave di essere investiti da un improvviso brandeggio (una strambata, una rollata improvvisa, una virata frettolosa) del boma, che potrebbe scaraventarci in mare. L’urto violento con il boma causa spesso serie ferite, provocate dalla numerosa ferramenta presente su quest’asta, e colpisce soprattutto la testa. Dovremo anche abituarci e costringere l’equipaggio a lavorare nelle posizioni più sicure. Ho visto maniglie di winch letteralmente volare e ferire seriamente al volto la persona che, avendo l’incarico di ammainare la randa, aveva allentato il freno del winch, lasciando libera la maniglia. Abituiamoci sempre a lavorare mantenendo le mani ben lontane dai winch e dai mordiscotte della randa. Su barche piccole il danno può essere modesto, ma su una imbarcazione di 7-8 metri potrebbe spezzare qualche dito della mano. Manteniamoci al di fuori del raggio d’azione dei cavi in tensione, perché il cedimento improvviso di un rinvio potrebbe far “partire” la scotta con effetto fionda assai pericoloso (i cavi in tensione e sotto sforzo, quando si spezzano, divengono estremamente pericolosi). Anche manovrando il cavo o la catena dell’ancora occorre prestare molta attenzione, mani e piedi devono stare lontani dalla catena e dal cavo e, comunque, esternamente al loro raggio d’azione.

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