Mondo Pesca/Acque interne

Camole
6 Febbraio 2018 ore 07:56

Camole

Quando le temperature scendono vertiginosamente, la pesca nelle acque interne si fa sempre più difficile. Difatti dobbiamo utilizzare attrezzature sempre più leggere, ami piccolissimi e fili di diametro infinitesimale.
Luciano Angius

L'ultima pescata del 2017 l’ho trascorsa sulle sponde del Flumini Mannu a Villasor, in compagnia di Andrea Atzei. Era una freddissima mattinata di fine Dicembre e speravamo di ingannare qualche bella carpa, ma da subito le condizioni sono sembrate proibitive. All’arrivo (6:30), il fiume si presentava con una discreta corrente e l’acqua decisamente torbida a causa delle forti piogge cadute nei giorni precedenti. Ad alzare il livello di difficoltà vi era anche un discreto vento di maestrale che, unito alla temperatura di due gradi, riusciva ad entrarti sotto l’abbigliamento, spaccando le ossa. I primi spiragli di luce si sono visti intorno alle 7 ma essendo il cielo parecchio nuvoloso si alternavano momenti di luce con momenti d’ombra ed analizzando tutto il contesto, Andrea ed io abbiamo capito che non sarebbe stata una passeggiata. Comunque sia, dopo aver studiato bene lo spot ed effettuato un piccolo breefing, abbiamo optato entrambi per una partenza a feeder. La mia attrezzatura era così formata: una 12 piedi con in bobina un filo dello 0,18, una montatura running, un cage feeder da 25 grammi, finale di 60 centimetri dello 0,12 con una brillatura di circa 15 centimetri e amo del 18. La seconda canna era da 13 piedi, montata esattamente come la precedente ma con un finale dello 0,14. La terza ed ultima canna era una 12 piedi con in bobina uno 0,20, montata con un method feeder da 20 grammi, finale lungo 7 centimetri dello 0,12 e amo del 18.

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