Mondo Pesca/Prove MP

Scarab 262 Offshore
29 Agosto 2017 ore 08:02

Scarab 262 Offshore

Arriva dagli Stati Uniti, passa per La Spezia e approda in Sardegna. Lo Scarab 262 Offshore, è un fisherman “americano” con uno stile inconfondibile molto apprezzato anche qui in Europa...
Alberto Belfiori

Porto Rotondo, estate 2017. All’ormeggio un fisherman, open, americano. Uno Scarab 262 Offshore Wellcraft. Impossibile non notarlo, anche per quell’inconfondibile taglio esterno, in murata, cadente, di poppa, che caratterizza la serie e che conferisce allo Scarab uno slancio, quasi aggressivo, molto apprezzato. Il natante è importato in Italia da Corte Lotti e commercializzato in Sardegna da Sestante Yachts, con uffici appunto a Porto Rotondo. Franz Cagnazzi, il più grosso dei boss, ci accompagna per un divertente shooting fotografico. Io e Stefano Mulas sul gommone per le riprese. Il tempo è bello con un leggero residuo di vento dai quadranti meridonali e un’ondina in scaduta di circa mezzo metro. Le evoluzioni a bassa e media velocità, con passaggi anche ravvicinati e “umidi” lasciano intendere che ci troviamo di fronte ad una barca robusta e agile, nella media in quanto a pesi, almeno per la produzione americana. Una barca veloce, spinta in questo caso da una coppia di Mercury da 150 hp,  che testata in virata e gas adeguato per i parametri di sicurezza, evidenzia una spiccata capacità a mantenere la rotta, come si conviene ad una carena affilata in grado di esprimere un effetto “binario” e sostenere le onde più insidiose. Se l’esterno barca appare di classe, lo è ancor di più l’interno. Le rifiniture sono curate, precise, abbondanti. Pregevole e funzionale l’aggiunta di una guarnizione  in gomma marina, antisdrucciolo, invece dei classici cuscini imbottiti, in punti a rischio usura quali i passaggi verso il pozzetto o addirittura nei poggia piedi della postazione di pilotaggio.

 

 

La sezione di prua è ordinata, accogliente, con tientibene incassati, gallocce a scomparsa, gavoni (3) sul piano di seduta e uno su quello di calpestio, casse acustiche e il perimetro ricoperto nei punti d’appoggio laterali da una necessaria cuscineria salottiera che predispone un’area prendisole spaziosa e confortevole. E’ presente un comodo salpa ancora elettrico, una sicura di mantenimento per l’ancora, luci di via, un gavone per l’ispezionamento del calumo, galloccia di assistenza all’ancora o di emergenza e due poggia tazze incassati. Pur vista nell’essenzialità di un mezzo in esposizione, è facile immaginarsi l’area vissuta col calore di una famiglia o in semplice amicizia. Sull’al- tro fronte, ossia guardando verso pop- pa, è evidente la robusta struttura dell’hard top, alluminio verniciato, e una grossa apertura a compasso che dà accesso a un vano wc, sfruttabile anche come ripostiglio. La consolle di pilotaggio è l’ultima struttura palesemente in comunione alle attività di pesca e diporto. Senza strumenti, a parte il piccolo display che illustra i più imortanti dati di navigazione, salta all’occhio l’ampia superficie personalizzabile e il nutrito quadro dei comandi elettrici. Timone a sn e manette a dx, seduti o in piedi, a riposo o in navigazione, rendono friendly l’approccio di guida. Procedendo a ritroso verso la poppa e sollevando lo sguardo, esaminiamo il back della struttura che sostiene l’hard top con 5 portacanne e un vano per strumenti aggiuntivi convertibile in portaoggetti, due difusori acustici  e luci led. La seduta è per due (sardi) sotto la quale, opzionale, trova spazio una vasca per il vivo che eventualmente si aggiunge a quelle, due di poppa. Dietro lo schienale 4 portacanne e fanno 9. Infine il pozzetto, l’area destinata alla pesca. Non è una piazza d’Armi ma è tutto al suo posto. Un giusto compromesso tra un prendisole di prua ampio e la necessità di spostarsi il meno possibile, con tutto a portata di mano, a poppa, per la pesca. Senza escludere una seduta estraibile per i momenti di relax.   Dietro lo schienale del divanetto di poppa, altri 4 portacanna incassati e alle estremità di questi ancora due alloggiamenti per bicchieri. Sulla murata di sinistra si apre una porticina polivalente, comoda per l’imbarco nell’ormeggio all’inglese ma all’occorrenza utile per tirare a bordo il tonno più difficile. Spalle a proravia nell’angolo sinistro del pozzetto si trova un’altra apertura per l’imbarco del pesce o la risalita dopo ba- gno, chiusa soltanto da una catenella di sicurezza ma assistita da un maniglione,  doccetta e galloccia a scomparsa di servizio.


Conclusioni
Lo Scarab 262 è stabile e asciutta, morbida in ricaduta per quanto si  può apprezzare, con un po’ di mestere, col mare quasi calmo. Ripropone le caratteristiche di una linea fisherman tra le migliori al mondo. Indovinato l’equilibrio circa la fruizione del natante, adat-to alla pesca ma confortevole anche per il diporto e quindi da consigliare non solo ai più incalliti pescatori, ma anche alle famiglie. In questa configurazione i consumi sono molto contenuti.

 

Scarab 262 Offshore
Lunghezza f.t.:     8 m
Larghezza:     2,7 m
Altezza:    3,6 m
Peso:    2500 kg
Carburante:     600 l
Acqua:     45 l
Deadrise:     21°
Pot. max:     500 HP
Sestante Yachts  0789 1710135

 

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