Mondo Pesca/Traina

Ricciole d'Inverno
1 Febbraio 2014 ore 09:00

Ricciole d'Inverno

Solitamente incrocia lontano dalla costa ma nel periodo riproduttivo si sposta anche in acque basse. Stiamo parlando del sogno di ogni trainista, la ricciola.
Nicola Cocco

Le principali prede della traina costiera sono sicuramente il dentice, la spigola ed il barracuda tra le altre, ma il più grosso obiettivo, sia come peso che come importanza e soddisfazione è sicuramente la ricciola. Questa è frequente all’amo con esemplari da 2 o 3 chili fino a 40, 50 chili ed in alcuni casi molto fortunati e occasionali anche di più. Specialmente nella tecnica con l’esca viva esemplari di grosse dimensioni sono tra le prede sognate da tutti i trainasti. La pesca con il vivo è quella che tradizionalmente è più impiegata per la ricerca di questi carangidi diffusi in tutta l’Isola e nel Mediterraneo. Prede fino ai tre chili non disdegnano di attaccare gli artificiali, dal cucchiaino martellato ai minnow di nuova generazione, ma le prede più grandi raramente attaccano esche finte.

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Cose da fare
Trainare portando le esche fuori dalla secca; infatti la ricciola molto spesso, quando nuota a mezz’acqua, attacca più volentieri le esche trainate al di fuori dei punti salienti.
Insistere in alcune aree ripetendo i passaggi a orari diversi, la traina alla ricciola deve tenere conto che spesso queste non stazionano a lungo nelle stesse zone bensì ci passano in orari ben precisi, sia per abitudine che per cacciare.
Trainare a velocità sostenute fino al nodo e mezzo. La ricciola è un pesce molto sospettoso, se vede una potenziale preda che nuota in maniera anomala state sicuri che non attaccherà, ma la colpirà con il muso per vedere come reagisce. E’ sempre preferibile non trainare le esche a meno di un nodo e mezzo.
Attendere che l’abboccata sia evidente prima di ferrare. Spesso la ricciola attacca le esche in due tempi, afferrandola a metà corpo per poi girarla dalla parte della testa e ingoiarla. Ferrare appena si vede la canna flettersi spesso può significare levargli l’esca dalla bocca.
Utilizzare esche di dimensioni generose, vistose e profumate. Grossi sugarelli, aguglie di taglia, calamari over size e tonnetti sono tutte esche che attirano un grosso predatore con la loro vitalità e abbassano i freni inibitori della ricciola diffidente.

Cose da non fare
Mai insistere pescando a fondo sotto le cigliate; infatti le ricciole, quando sono ferme sotto la cigliata, se decidono di attaccare lo fanno ai primi passaggi, se non si hanno risultati subito è preferibile cambiare strategia.
Mai ferrare al primo attacco, quando la frizione parte violentemente. Spesso infatti, come già accennato, la ricciola afferra l’esca a metà corpo, si gira e corre verso il fondo, questo comportamento si riflette con una partenza decisa e violenta della frizione. Anche in questi casi è indispensabile ferrare per evitare che dopo qualche secondo sputi l’esca o la strappi dagli ami senza rimanere allamata.
Mai cercare di spostare dalla secca la ricciola appena allamata, forzandola in modo eccessivo. I tentativi di forzare il pesce per allontanarlo dalle rocce chiudendo la frizione, o peggio ancora dando motore alla barca, non fanno altro che spaventarla ulteriormente, portandola alla conseguente fuga sul fondo ed alla rottura della lenza. E’ invece consigliabile aprire leggermente la frizione e cercare di andare sulla sua verticale con la barca, senza forzare il pesce.

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