Mondo Pesca/Vertical jigging

International J&P Contest
15 Ottobre 2013 ore 09:00

International J&P Contest

Il primo evento di pesca combinata (Jigging & Popping), si è concluso a Sant’Antioco con la vittoria di Brigantino, equipaggio modenese, favorito da un originale e articolato regolamento che premia la sportività.
Alberto Belfiori

Vieni a settembre, in Sardegna... Così recita la pubblicità della Regione nelle radio in tutt’Italia. Un invito che rispecchia fedelmente le potenzialità dell’isola e che va oltre la tradizionale interpretazione tutta “spiagge e mare”. Un esempio? L’International J&P Contest di Sant’Antioco. Una due giorni, sostenuta dall’Agenzia governativa Sardegna promozione e dall’Assessorato allo sport del comune di Sant’Antioco, all’insegna della pesca sportiva per tecniche di jgging e popping, che proprio a settembre ha richiamato appassionati da tutta l’isola, l’Italia e l’Europa. All’effetto mozzafiato di una Sardegna splendente e generosa con scorci naturalistici e archeologici assolutamente peculiari, si aggiunge la componente agonistica, irripetibile in altre parti del Mediterraneo, originale per una formula di gara che coniuga ed esalta due discipline emergenti con un regolamento teso a promuovere la sportività e il più equilibrato rapporto tra uomo e mare. Per questa ragione 14 imbarcazioni, solo parte di quelle previste, equipaggiate di tutto punto, sfidando il tempo e le scoraggianti previsioni meteorologiche, sono approdate nel porticciolo turistico di Sant’Antioco alcune il venerdì, altre alcuni giorni prima. Ad accoglierli lo staff di Pelagos asd, sodalizio organizzatore, e una ricca busta con maglie e cappellini offerti dalla Regione Sardegna, Nautica Store e Nautica Marongiu, e una scorta di artificiali Rubber Monster e fili in fluorocarbon Jaguar offerti da Europesca. Espletate le formalità di rito e ricevuto il benvenuto, i forti agonisti, polacchi e austriaci compresi, discutono i dettagli di un regolamento originale e stimolante, fino al finir della sera, quando gli impegni a tavola riuniscono tutto il gruppo nei locali del Brigantino, il ristorante del porticciolo turistico. E qui, giunge (inaspettato?) il primo assaggio di Sardegna. Un’infinita quantità di piatti, tutti di infinita abbondanza e infinita qualità. Insomma un bigliettino da visita mica male che ha suscitato entusiasmi difficilmente sopibili e comunque inusuali per un rendez vous di pesca sportiva. Valentino, il direttore, è abituato ai complimenti ma si gode questa messe di apprezzamenti come fosse la prima volta. E se non fosse che la sveglia è alle cinque e trenta…

 


Sabato mattina è ancora buio e l’idea è quella di mollare gli ormeggi alle 7:00. Ma il cappuccino invita a mangiare un’altra brioche e poi il ritardatario cronico non manca mai. Il copione è il solito: raduno all’uscita del porto, foto di rito, riprese e via ognuno per la sua posta, e naturalmente non è più buio. Doppiare Capo Sperone, l’estremità meridionale dell’isola, non basta per rendersi conto del mare. Chi punta verso il Toro a SW o chi si avventura al Banco Pomata, al limite del campo gara, verso nord, comunque meno riparati dall’isola di S. Pietro, cavalca onde di anche 5 metri, ma quel che più conta è che dai primi tentativi non si cava un ragno dal buco. In più il primo segnale che giunge al Vhf racconta di un’avaria, proprio l’equipaggio n. 5, Mondo Pesca, mannaggia! A dare coraggio e speranza è l’AL Custom-Raymarine Tournament Team, n. 11, alle prese in acque riparate con una serie di tracine dai 500 grammi in su, risultato di una strategia agonistica ben contestualizzata ma ciò nonostante non sufficiente per l’exploit del team Katzuya, il n. 1, che vanta un parago di oltre 2 chili, specie a bonus, supervalutata con un 4x: totale 8600 punti. Nel frattempo, abbandonato il Pursuit per la rottura di una cuffia, Sandro Meloni e i suoi pards, riprendono il mare con un gommone, ma nulla è più possibile. La classifica vede quindi solo 5 equipaggi a punti, con Al Custom-Raymarine a oltre 2000 punti e J&P Contest, Sea Force One e Pesca in Mare, poco sopra i 500.

 


Chiamiamolo pure un avvio in sordina ma il morale è alto: le previsioni per domenica 15 settembre sono buone, tanto che al briefing si decide di anticipare la partenza ed estendere di un pelo il campo gara a nord per includere con decisione il banco Pomata e alcune poste più a terra. E poi tutti da Achille. Achille è un’istituzione, un’icona della ristorazione in Sardegna. Antipasto di polpo con olive. Cosa da poco, ma la verità è che ben poco ne è rimasto nei piatti, anzi, proprio nulla. Stessa storia per le pietanze a seguire (paccheri al tonno e involtini di spada fritti). Insomma, sarà difficile arrivare in Sardegna ma una volta seduti… e chi se ne vuole andare più? Come da programma siamo tutti in porto di buon ora, e come di consueto conserviamo lo stesso ritardo del giorno prima. Alle 7 e trenta si parte, chi qua, chi là. Il tempo e il mare sono decisamente più affrontabili, diversi, anche se il cielo minaccia acqua. E anche i risultati a pesca assumono da subito un’altra piega. Esordisce Katzuya alle 9 circa con una tanuta, segue Europesca con un sanpietro, Big Fish ne cattura addirittura 3, poi un dentice e ancora un parago. A sud del Toro, Brigantino chiama un dentice e un parago. Siamo a metà gara, Mondo Pesca fa suo un dentice e Olympus carica due paraghi. Qualche difetto di comunicazione, soprattutto nella parte meridionale del campo gara, lascia spazio alle sorprese, che poi arrivano, grazie a Italcanna che, con lo stupore di molti, ha a pagliolo 10 occhioni, strappati da un bel fondale di oltre 100 metri. Impossibile azzardare un pronostico, per chiunque, tanto che risultano sballate tutte le previsioni di podio.

 


Alla bilancia è subito festa con la folla sempre più numerosa che partecipa all’evento! Il pescato è tanto e riscatta per fortuna la magra prestazione del giorno precedente. L’abbondanza di prede e la complessità del punteggio, richiedono qualche minuto ma alla fine, tra l’entusiasmo e la gioia degli astanti ha inizio la premiazione, e che premiazione. Salgono sul podio, in ordine Olympus, Mondo Pesca e Brigantino, a loro, rispettivamente un assegno di € 500, 1000 e 2000. E per finire, altri premi estratti a sorte tra tutti i partecipanti. Vale certamente ricordare il soggiorno di pesca per due nel centro Africa Strike in Senegal, vinto da Giuseppe Zoccheddu (Pesca in Mare), l’ecoscandaglio Dragonfly Raymarine vinto da Walter Concas (Big Fish), il mulinello Shimano Twin Power 8000 offerto da Nautica Store, vinto da Carlo Nobile (Humminbird) e la canna Artico, Aquila marina vinta da Michele Zedda (Humminbird).

 


In conclusione questa prima edizione dell’International J&P Contestarga, conferma la Sardegna e Sant’Antioco nello specifico, quale location ideale per la pesca dalla barca, sia per la quantità e qualità delle possibili prede, sia per l’alto livello di accoglienza. L’organizzazione, anche se alla prima esperienza, ha superato abbondantemente la prova e maggior successo avrebbe avuto se il tempo non avesse scoraggiato diversi equipaggi. Nessun reclamo sta a significare un’ottima gestione e i commenti a caldo sono davvero incoraggianti. Il 2014 vedrà il ripetersi di questa manifestazione, con gli aggiustamenti che l’esperienza consiglia. Di certo è ormai diffusa la convinzione che la pesca sportiva sia un’attività non più di nicchia, capace di muovere moltissima gente e far scoprire il nostro meraviglioso territorio che non è solo la spiaggia d’estate.

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